Tecnica: acquerello su carta
Finizione: incorniciatura su richiesta
Dimensioni: 40×50 cm
Descrizione:
In questo affascinante acquerello su cartoncino nero(1981),l’autore costruisce una scena sospesa tra cosmo e coscienza,dove il centro della composizione non è un astro o un corpo celeste,ma una pannocchia di grano.
Ancorata ad un terreno indefinito da uno stelo sottile e luminoso,la pannocchia si erge come simbolo di vita,nutrimento e condivisione,in un universo dove tutto appare freddo,distante,inospitale.
Le sue foglie,rivolte in un’unica direzione,sembrano rispondere alla presenza di due sfere fluttuanti poco distanti,pianeti non identificati,diversi per forma e dimensione.Eppure,nonostante l’apparente maestosità del cosmo,è la pannocchia a dominare la scena:più grande,più centrale,più carica di significato.
Intorno macchie di blu e giallo si disperdono sul fondo scuro,evocando un’atmosfera aliena e surreale,quasi fuori dal tempo.Il cartoncino nero amplifica questa sensazione di sospensione,diventando spazio siderale,vuoto ,ma anche opportunità di riflessione.
Con questo contrasto,l’autore lancia un messaggio potente e attuale:ciò che nutre,ciò che unisce,ciò che nasce dalla solidarietà ha più valore dell’inaccessibile e del solitario.La pannocchia,con i suoi numerosi chicchi,rappresenta il senso del collettivo,dell’abbondanza condivisa,della sopravvivenza attraverso la coesione.I pianeti,pur maestosi,restano chiusi in sè stessi,inutili se non messi in relazione con la vita.
È un’opera che invita a rivedere le priorità,a ritrovare nella semplicità della natura una grandezza che supera quella delle stelle,e a riconoscere che il vero centro del cosmo potrebbe essere un gesto di cura,un seme condiviso,una spiga pronta a sfamare il mondo.
