

Era un bimbetto, Luigi Cristofalo, quando spinto da spensierato ardire si avventurava a camminare come un funambolo, nella sua natia Calabria, tra pericolanti macerie di case bombardate durante la Seconda Guerra Mondiale.
Quella medesima esigenza di esplorazione e scoperta accompagna ancora oggi il suo percorso artistico permeandone la produzione, profondamente intrisa di matura consapevolezza delle proprie attitudini percettive, curiosità onnivora, insopprimibile desiderio di trasmettere soprattutto alle giovani generazioni la sua visione della natura e dell’esistenza tutta.
E ciò valorizzando sapientemente le specifiche potenzialità individuali dei propri allievi, aiutando ciascuno di loro, con piglio maieutico, a diventare la versione migliore possibile di se stesso.
È proprio ai giovani che si rivolgono i suoi corsi, iniziati più di recente negli istituti di istruzione primaria dopo una vita dedicata ad uno scrupoloso insegnamento scolastico affrontato con il perfezionismo del perito industriale ma anche con il respiro ameno dell’artista purosangue.
Da questo retroterra trae origine il suo mai pago interesse per le tecniche (passa con disinvoltura estrema dalla pirografia alla miniatura), gli strumenti (crea da sé molti dei pigmenti a base vegetale che utilizza), i materiali (dai più nobili a quelli di risulta).
Cristofalo non lavora al suo antico, pregiato cavalletto, ma seduto sulle scale di casa, peraltro a ritmi ragguardevoli (animato da un’inossidabile, infaticabile ispirazione che gli permette di produrre numerosi acquerelli nello stesso giorno), tra cromie, invenzioni, e un’attenta osservazione che in sede creativa gli consente di “ripristinare il rapporto affettivo” stabilito d’istinto con i soggetti delle sue opere. Il suo acquerello, modalità espressiva che predilige, non è mai sotteso da schizzi a matita ma sempre “veramente libero”.
L’assoluta onestà dello slancio creativo che ispira il lavoro del pittore d’origine calabrese è ribadita dal dolore fisico che provano le sue mani quando, assai di rado in verità, per qualche ragione non possono librarsi sulla tela.
La sua arguta attenzione per i temi della contemporaneità non opacizza minimamente il valore dell’artigianalità espressa dalla sua arte, capace di farsi strada anche su materiali poveri e di recupero.Se è vero che l’artista ha il compito di rendere visibile cio che per tutti gli altri non lo è, proponendo visioni oneste e coraggiose, ebbene le numerosissime opere di Cristofalo non descrivono, rivelano.
Questo sito nasce con lo spirito di condividere una produzione pittorica più che mai sincronica rispetto alla parabola evolutiva e più genericamente esistenziale dell’autore.
Vi compaiono cenni biografici, opere, mostre e recensioni riguardanti un artista integerrimo, un ricercatore infaticabile, un uomo con un ammaliante, vastissimo universo iconografico da raccontare.
Gabriele Atripaldi
Luigi Cristofalo, in arte CRIS, nasce a Catanzaro il 10/10/1939.
All’età di 19 anni si trasferisce a Veroli, nel frusinate dove, spinto da una spiccata sensibilità verso la natura, esegue il suo primo dipinto, sviluppando un forte interesse per l’arte e mostrando le sue abilità creative.
Nel 1960 intraprende l’attività di insegnante di materie tecniche, trasferendo ai suoi allievi le sue conoscenze (modellismo, poesia, pittura) proseguendo fino al 2006.Nel 1972 si stabilisce, definitivamente, in provincia di Caserta, a Casale di Carinola, dove risiede con la sua famiglia.
Partecipa con successo a diverse mostre e presiede numerosi concorsi di pittura (estemporanee e collettive).
A tutt’oggi dipinge con intensità e pratica a titolo gratuito corsi di pittura e di educazione all’immagine volti a scuole, associazioni, ad adulti e ai bambini.
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