CRIS sbarra con la sua arte il passo all’uomo affannato di oggi che invece di vivere si lascia vivere irretito com’è nelle maglie di una frenesia che tiene inquietata la sua anima che non trova pace. Il nostro artista ha trovato la sua pace nel suo slanciarsi, come i suoi alberi verso l’alto e lì riposa tanto che gli è difficile discenderne. Il verbo che meglio descrive il suo animo nell’approccio alle cose è “naufragare dolcemente” che diventa un canto ascensionale fatto di colori riposanti, dove anche il nero tanto presente nella sua cromatica acquista il sapore di un vestibolo che apre alla speranza e ti libra verso l’alto.
Don Franco Alfieri
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