Tecnica: tecnica mista
Finizione: incorniciatura su richiesta
Dimensioni: 50×50 cm
Descrizione:
“L’Evento”, realizzato nel 1990 con una tecnica mista d’impatto, è un’opera che travolge lo spettatore con la sua forza visiva ed emotiva. La Crocifissione di Cristo non viene qui rappresentata in modo tradizionale, ma attraverso una visione carica di dramma, simbolismo e tensione esistenziale.
L’uso della materia pittorica intensa e delle cromie forti rende l’opera una vera e propria esplosione di pathos, un momento che sospende il tempo e dilata il significato della sofferenza e della redenzione.
Lo sfondo è un cielo rosso sangue, un colore che divora la scena, avvolgendola in un’atmosfera inquietante e surreale. Questo rosso acceso sembra quasi un fuoco divino o una ferita aperta nel cielo, un presagio della tragedia imminente.
Ma il rosso non è immobile: si squarcia, si frantuma in un’apertura improvvisa e drammatica, rivelando una macchia gialla e verde. Non una luce di speranza, ma un segno oscuro e minaccioso.
All’interno di questa macchia si intuisce la forma di un teschio, emblema della morte, che si insinua nella scena come una presenza ineluttabile. È la rappresentazione simbolica della fine imminente di Cristo, della sua umanità che si spegne, ma anche della caducità della vita stessa. Questo teschio non è solo il presagio della morte fisica, ma è anche il riflesso della condizione umana, il destino che attende tutti gli uomini.
Sotto questo cielo sconvolto, la figura di Cristo crocifisso si staglia come un’ombra spezzata. Il corpo, piegato dalla sofferenza, è immerso in un chiaroscuro feroce, in cui la luce si alterna a zone d’ombra profonde. La carne sembra consumarsi nel sacrificio, mentre il suo volto, forse appena accennato, trasmette un dolore silenzioso ma devastante.
Il contrasto tra il rosso del cielo e il colore del suo corpo crea un effetto visivo fortissimo: Cristo sembra inghiottito dal dramma del mondo, ma allo stesso tempo ne diventa il centro assoluto.
Di fronte alla croce, inginocchiata, c’è la Madonna, la cui figura è il cuore emotivo dell’opera.
La madre non urla, non si agita, ma il suo dolore è immenso, assoluto, inconsolabile. Il suo corpo curvo trasmette tutta la disperazione di una madre che assiste impotente alla morte del proprio figlio.
Il manto, dai toni scuri, crea un contrasto con il cielo in fiamme, come a sottolineare la sua presenza silenziosa ma necessaria.
Il volto, consumato dalla sofferenza, potrebbe essere abbassato o rivolto alla croce, in un gesto che esprime accettazione e dolore insieme.
La sua posizione, inginocchiata ai piedi di Cristo, non è solo una resa alla tragedia, ma anche una testimonianza di amore e devozione. Il suo dolore è terreno, ma è anche il dolore del mondo intero.
“L’Evento” è un istante eterno, un urlo di dolore e di fede, un’immagine che si imprime nell’anima.
