Tecnica: olio su tela
Finizione: incorniciatura su richiesta
Dimensioni: 60×60 cm
Descrizione:
Questo dipinto ad olio, intriso di memoria e sentimento, è molto caro all’autore, che ha voluto immortalare un momento di dolore e bellezza insieme. Il protagonista della scena è un vaso di fortuna, una semplice bottiglia di plastica verde tagliata, contenente alcuni rami di glicine, raccolti con cura dopo aver scoperto, con grande dispiacere, che l’albero nel cortile della scuola dove insegnava era stato reciso
I rami di glicine, con i loro fiori delicati e le loro tonalità morbide, sembrano quasi sospesi, in un equilibrio fragile tra memoria e malinconia. I toni del viola tenue, del lilla e del bianco sfumato creano un contrasto dolce con la trasparenza verde del vaso improvvisato. Le pennellate, morbide e avvolgenti, restituiscono la leggerezza dei petali e il movimento naturale dei rami, che si piegano lievemente, come se conservassero ancora un ultimo soffio di vita.
La bottiglia di plastica, scelta per preservare temporaneamente quei rami preziosi, diventa simbolo di un gesto affettuoso e istintivo, un tentativo di salvare e custodire un frammento di qualcosa che non c’è più.
A rendere l’atmosfera ancora più intensa è lo sfondo, composto da sfumature verticali che sembrano scivolare sulla tela, come un velo impalpabile tra realtà e ricordo. I colori sono delicati ma profondi, un intreccio tra azzurro, viola e un rosso appena accennato, quasi a voler esprimere la dolcezza della memoria e il dolore della perdita.
Lo sfumato verticale suggerisce un senso di fusione tra il soggetto e il fondo, come se il vaso e i rami di glicine fossero parte di un ricordo che lentamente si dissolve, un’immagine che sfuma ma che l’autore cerca di trattenere sulla tela, con il pennello al posto delle mani.
“Ricordo di un glicine” è più di una semplice natura morta: è un’opera che parla di legami affettivi con i luoghi, con il passato e con la bellezza fragile della natura. Ogni pennellata è una testimonianza del sentimento provato dall’autore per quell’albero che ogni giorno ammirava nel cortile della scuola, e che improvvisamente non c’era più.
Il dipinto diventa così un atto d’amore, un modo per rendere eterno ciò che era stato reciso, trasformando il dolore in arte, la perdita in colore, il ricordo in qualcosa di vivo.
