Tecnica: inchiostro di china
Finizione: incorniciatura su richiesta
Descrizione:
L’inchiostro di china del 1991 intitolato “Che brutta convivenza” è un’opera potente e simbolica, che affronta il tema dell’inquinamento e dell’impatto ambientale, un argomento che rimane estremamente attuale. L’opera raffigura un paesaggio deturpato da alte ciminiere che si stagliano minacciose contro il cielo, emanando dense nubi di fumo nero o grigio, simbolo tangibile della devastazione industriale.
Le linee dell’inchiostro, nette e decise, rendono il contrasto visivo tra gli elementi naturali e quelli industriali ancora più drammatico. Il paesaggio naturale, forse alberi spogliati o un terreno brullo, sembra sopraffatto dalla presenza delle ciminiere, che dominano la scena con una rigidità spietata. La composizione suggerisce un senso di oppressione, amplificato dal monocromo della china che elimina ogni possibilità di calore o speranza cromatica.
L’artista, con il titolo provocatorio, mette in evidenza la tensione tra uomo e natura, tra progresso tecnologico e distruzione ambientale. L’opera non offre una risoluzione, ma invita lo spettatore a riflettere sulla convivenza forzata tra i due mondi, lasciando trasparire una critica profonda alle scelte che sacrificano il paesaggio naturale per il progresso.
L’impatto emotivo è rafforzato dal linguaggio essenziale e dal forte simbolismo: le ciminiere rappresentano il potere industriale, ma anche la fragilità di un equilibrio ambientale ormai compromesso. Quest’opera, sebbene realizzata più di trent’anni fa, anticipa con lucidità il dibattito moderno sul cambiamento climatico e sulla necessità di una convivenza più rispettosa tra uomo e natura.
